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UCSM-PLATEOLESE

Cielo grigio, visibilità ridotta, per la sicurezza del volo di giornata The Flying coach decide di affidarsi ad un equipaggio consolidato: conferma pressoché totale dell’undici di partenza di sette giorni orsono in terra d’Arcella: unica novità a controllare beccheggi, rollii ed imbardate della difesa, il comandante conte Dal Casti al posto di Peruzzo.
E’ biancorossa la prima azione manovrata, combinazione Pasquale Dario-Maran, cross basso dell’esterno e prezioso anticipo di Agello su Campagnolo.
Buoni ritmi e squadre a contendersi il controllo della partita per i primi dieci minuti. Al minuto dodici, improvviso, il gol del vantaggio ospite: punizione dai venticinque metri di Coluccino, staffilata decisa, Stocco riesce solo a sporcare la traiettoria e la sfera si insacca sotto la traversa.

Colpita a freddo l’Union cerca di rientrare da subito in gara ma palesa difficoltà nello sviluppo della manovra, al contempo la generosa ma poco organizzata ricerca del pari espone i padroni di casa alle ripartenze degli uomini di Fellet: minuto ventiquattro ripartenza di Petosnati sulla destra, passaggio in diagonale ad innescare Rosso, calcio a botta sicura del numero dieci e miracoloso salvataggio di Brugnolaro con Stocco fuori causa.
Computo con la sorte pareggiato al minuto trentanove, Sir Gianky si riappropria del suo ruolo di intenditore, intercetta palla ed invita alla profondità Pasquale, il Pichichi crea il vuoto, dribbla mezza difesa, calcia a rete ma trova Berto posizionato sulla linea a negargli la gioia del gol.
La parità arriva quattro minuti più tardi; punizione dalla sinistra di Maran, destro accomodato sull’incrocio dei legni e palla che ricade in area, lo Zar Brugnolaro in licenza offensiva si coordina e con un perfetto sinistro al volo batte Rizzo.
Raggiunta, la Plateolese si rende nuovamente pericolosa ma è Stocco ad ergersi a protagonista in due circostanze, prima deviando superbamente una conclusione di Rosso poi rispondendo con i pugni al tentativo di bis di Coluccino su calcio piazzato.
Prima emozione della ripresa al minuto cinquantaquattro, purtroppo per i supporters di casa è materiale per la Gialappa’s band: azione Union sull’out destro, diagonale del Pichichi che attraversa lo specchio della porta e trova appostato sul secondo palo Campagnolo per quello che sembra un gol fatto ma …. ”Egidio Calloni” Campagnolo …Sventa la minaccia alzando sopra la traversa.
Fedele al detto che le sciagure (calcistiche) non vengono mai da sole, il masochismo biancorosso confeziona una seconda perla: minuto cinquantotto, cross dalla trequarti destra del neo entrato Valente, la parabola alta e lenta raggiunge Rosso (in probabile posizione di fuorigioco, ndr ), intempestiva interdizione difensiva, colpo di testa e palla che finisce la sua corsa alle spalle di Stocco.
Pinato e Bisinella inseriscono Gus De Barros e Malosso per Maran e Gabri De Barros con l’intento di dare maggiore consistenza al gioco sugli esterni; lodabili sotto il profilo dell’impegno e dell’abnegazione, i padroni di casa non brillano per lucidità nello sviluppo del gioco; lunghe sventagliate a cercare gli avanti favoriscono il buon gioco della fisicata difesa ospite.
Al minuto settantotto Little Cup termina il suo turno di Mastro Gelatiere del centrocampo biancorosso e lascia il posto a Peruzzo.
L’Union ci prova fino alla fine senza risparmio di energie ma la disposizione non trova la meritata gratifica del pareggio.
Seconda sconfitta consecutiva, quinta generale.
Senza dramma alcuno è necessario analizzare le cause di questo momento negativo.
A livello tecnico tattico preoccupano i troppi gol incassati: 19 reti al passivo fanno della nostra difesa la più battuta del torneo e coloro che masticano di calcio sanno quanto inversamente proporzionale sia la posizione finale di classifica di una squadra alla voce“gol al passivo”della stessa.
Al contempo è necessario ritrovare quella compattezza, quella serenità e quella unità d’intenti che sembrano essersi smarriti nelle ultime settimane.
Non ci manca però la fiducia dato che competenza e capacità di analisi non mancano al settore tecnico.
Con il confronto maturo e la serenità di giudizio i rimedi si trovano dato che un dialogo è più di due monologhi.
Caput imperare non pedes.